Seconda Legge della Termodinamica

estratto dal Capitolo 3 del Libro "Il Dubbio" di Luciano De Crescenzo

 

Nota introduttiva: la scena si svolge nel Circolo Napoli dove l'Ingegnere (nel libro rappresenta Luciano De Crescenzo), accompagnato da alcuni amici (Bebe' Maglione ed il comandete Bagnulo), va a fare visita al Prof. Riganti,  un ex professore di fisica del liceo Vittorio Emanuele e uno dei soci piu' anziani del circolo Napoli. Il professore era noto per la sua avversione a spostarsi dalla poltrona dove (dicono) si era seduto una decina di anni prima il giorno in cui era andato in pensione. Anche arrivando molto presto al Circolo, lo si trovava gia' al suo posto con accanto Ciro, il capocameriere, che gli leggeva i titoli dei giornali. Nel momento in cui inizia il dialogo, il professore e l'ingegnere si accingono a bere un caffe'.

 <<Ingegnere, scusatemi se vi faccio una domanda>>, il prof. disse sorridente <<perche' girate cosi' a lungo?>>.

<<Per far sciogliere lo zucchero>>

<<Allora sentite un consiglio: col cucchiaino, fate solo un andata e un ritorno, in linea retta, senza girare tante volte lungo la parete della tazzina. Anzi, se proprio volete fare una cosa buona, non muovetevi affatto: aspettate un paio di minuti e vedrete che lo zucchero si sciogliera' da solo>>.

<<E perche' non mi dovrei muovere? Me lo dite per farmi risparmiare fatica?>>

<<No, solo per far durare piu' a lungo l'Universo>>

<<Mi scusi, ma non ho capito>>

<<E adesso ve lo spiego>> rispose il professore, sempre con la massima cortesia. <<Quando Dio caccio' Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, sapete cosa disse?>>

Non lo sapevo e lui non si fece pregare per rifermelo.

<<Disse: "Tu uomi lavorerai con sudore e tu donna partorirai con dolore!". Poi quando li vide uscire dal cancello, getto' loro l'ultimo anatema: "E tutti e due sarete perseguitati nei secoli dei secoli dal Secondo Principio della Termodinamica!". Ora io immagino che voi il Secondo Principio lo abbiate studiate a scuola, o  mi sbaglio?>>

<<Certo che l'ho studiato>> risposi con sicurezza, pur non ricordandone nulla.

<<Molto bene>>, si congratulo' lui <<allora, con il vostro permesso, io adesso vorrei farlo conoscere anche agli amici>>. Quindi si volto' verso Bebe' e il comandate (altri due famosi avventori del Circolo Napoli, Bebe' Maglione e il comandante Bagnulo, che avevano fatto conoscere il professore all'ingegnere) e li costrinse a prestare attenzione, dopo di che, scandendo le parole una ad una declamo' ad alta voce il Secondo Principio della Termodinamica: <<Ogniqualvolta la materia si trasforma in energia, una parte di questa diventa energia non piu' utilizzabile e va ad aumentare il Disordine dell'ambiente. La misura del Disordine si chiama Entropia>>.

Ne' segui' un silenzio imbarazzante. Bebe' era disperato: getto' uno sguardo verso il biliardo, come a dire: <<Quanto sarebbe stato meglio se ce ne fossimo andati a giocare a boccette!>>

<<L'homo>>, continuo' il professor Riganti, ormai inarrestabile <<troppo frettolosamente definito sapiens dagli antropologi, estrae il petrolio e lo trasforma prima in benzina e poi in energia cinetica. Cosi' facendo, s'illude di aver messo ordine nel suo angolino, senza rendersi conto che invece ha solo incrementato il Disordine; e gia', perche' una parte dell'Energia contenuta dal petrolio si e' dispersa nell'aria sotto forma di anidride carbonica e come tale non e' piu' utilizzabile dal punto di vista energetico. Attenzione adesso a quello che dico: "In ogni trasformazione il Disordine che si crea e' sempre maggiore dell'Ordine che si e' creato">>

<<Ma dove sta tutto questo disordine?>> chiese Bagnulo un po' spazientito guardandosi intorno.

<<Sta intorno a noi e anche dentro di noi: se nessuno se ne accorge e' perche', man mano che lo produciamo, lo mettiamo sotto i tappeti>>.

<<Sotto i tappeti?>> ripete' Bagnulo, guardando, ancora una volta, i tappeti del Circolo.

<<Si, come certe domestiche quando fanno le pulizie in casa. Noi prendiamo il disordine e lo scarichiamo nei paesi del terzo del mondo, oppure lo portiamo in soffitta, cioe' nell'atmosfera, o, peggio ancora, lo ficchiamo in qualche cavita' della terra, lasciandolo in eredita' ai nostri posteri. Se poi un giorno, magari per mancanza di vento, il Disordine ristagna un pochino, puo' accadere che una citta' come Milano si trasformi improvvisamente in una camera a gas>>

.....